La Storia del Popolo Sidhe

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Ai tempi della prima guerra delle razze, quando Simeht era ancora pieno di rabbia contro la nuova razza, un gruppo di elfi riuscì a sfuggire alle larghe maglie della guerra, scappando dalla Grande Foresta perché il loro cuore non riusciva a sopportare il peso della guerra.

Raggiunsero le Terre di Faery, col proposito di stabilirvisi per non essere più raminghi in terre straniere.

Questo piccolo gruppo di elfi cercò di adattarsi all'ambiente circostante e di sopravvivere alle nuove avversità con l'aiuto della magia, cercando sempre di mantenere un giusto equilibrio tra essa e il rispetto della natura.
Gli elfi progredirono nella conoscenza delle Terre di Faery e dell'uso della magia, tanto che un gruppo di Saggi iniziò a studiare sempre più a fondo l'arte della magia, scoprendo sempre di più i suoi immensi poteri.

Purtroppo, come per tutti gli esseri creati, anche il male iniziò ad entrare nel cuore degli elfi, e più grande era il potere nelle loro mani, più grande fu il disastro a cui andarono incontro.
Il male crebbe, e la natura che li aveva accolti iniziò a rifiutarli, ma il cuore di molti elfi si era oramai troppo indurito e il male aveva preso possesso delle loro menti.
Solo il capo dei Saggi e un gruppo di elfi ed elfe, fidati amici, ebbero il coraggio di prendere la decisione: dopo aver cercato di dissuadere dall'uso malvagio e improprio della magia, si resero conto che non era più ammissibile rimanere in quel luogo, dove a breve termine la natura si sarebbe loro ribellata e li avrebbe distrutti.

Mentre tutti dormivano iniziarono il loro cammino alla ricerca di un nuovo luogo dove poter porre la loro dimora. Giunsero al mare e si posero di fronte alla scelta: rimanere in quella terra e guardare la fine di ciò a cui anche loro avevano contribuito oppure affrontare il mare e andare incontro all'ignoto.
La decisione era ovvia: andare via perché il cuore, se fossero rimasti, ne avrebbe sofferto molto, e soprattutto bisognava trovare un luogo dove poter ricominciare da capo.

Costruirono una imbarcazione e il gruppo di elfi si avventurarono per il mare. Dopo tre giorni di viaggio nubi cariche di pioggia scurirono il cielo e una tempesta li sbatteva al forte vento.
La vela fu strappata, l'acqua incominciava ad entrare nell'imbarcazione, la disperazione si leggeva sui loro volti, quando all'orizzonte si intravide una striscia scura: TERRA.

La speranza si accese nei loro occhi, ma l'impeto della pioggia e del tempo ebbe la meglio. Dopo molti tentativi per riuscire a resistere, l'imbarcazione fu completamente capovolta e gli elfi si aggrapparono ai flutti per non affogare. Il buio li avvolse e la notte passò. Quando oramai il sole fu alto nel cielo si risvegliarono sulla spiaggia con una gran sete.
Si guardarono e videro che erano tutti senza ferite gravi, qualche escoriazione... ma salvi.
Videro che erano giunti in un luogo dove la vegetazione era abbondante e rigogliosa e si dissetarono addentrandosi nella fitta boscaglia trovando ancora la rugiada, nonostante fosse quasi metà mattina.
Camminarono molto e si accamparono per la notte. Il giorno successivo ripartirono e si ritrovarono di nuovo di fronte al mare. Tutti avevano avuto lo stesso pensiero: erano su un'isola.
Passarono gli anni, passarono molti lustri, e
l'isola, che venne chiamata Neidhorag, che vuol dire pascoli erbosi, fu popolata e gli elfi si organizzarono.

Da quel primo nucleo si iniziarono a contraddistinguere 4 nuclei di elfi principalmente, ognuno dei quali aveva preso dimestichezza con un elemento naturale: gli Elfi dell'Acqua, dell'Aria, della Terra e del Fuoco.

Ma il Destino non aveva ancora finito di tessere la sua tela intorno ad essi.
Sull'isola vi era un vulcano che tutti gli elfi percepivano come attivo, ma che non aveva dato nessun motivo di preoccupazione. Ma quando i tempi furono maturi, il vulcano iniziò la sua attività sotterranea, e tutti gli elfi capirono che non erano più al sicuro in quel posto. Il timore si poteva leggere sui volti di tutti gli elfi, poiché non era solo la paura che il vulcano potesse distruggerli con tutta l'isola, ma l'idea di di intraprendere il viaggio per tornare nelle Terre di Faery era piena di timori a causa delle molte voci che si tramandavano da generazioni su quella Terra.

Ma la decisione si prese quando un nuovo cratere si aprì sul lato del vulcano. Tutta la popolazione dell'isola incominciò a prepararsi per partire, e 14° giorno del terzo mese di quell'anno gli elfi lasciarono la loro isola, partendo di notte, come dei fuggiaschi. Quando tutti gli elfi erano selle imbarcazioni il vulcano iniziò la sua attività, e l'aria si impregnò di fumo e di cenere. Tutte le imbarcazioni incominciarono ad allontanarsi, quando un terremoto scosse le fondamenta dell'isola e un forte vento si alzò, insieme alla paura di essere ormai persi e votati alla fine.
Il mare iniziò ad ingrossarsi e tutte le imbarcazioni furono in balie delle onde... e molte si dispersero.
Col far del giorno, le poche imbarcazioni rimaste raggiunsero la terraferma e fu subito chiaro che non si trattava di una nuova isola, ma non erano nemmeno le Terre di Faery.

I pochi elfi si radunarono attorno al loro capo e decisero di installarsi lì dove erano approdati. Nell'esplorare i dintorni si venne a contatto con una fiorente cittadina: il
Granducato di Lot.
Subito si instaurò una profonda amicizia con i suoi abitanti, dove ancora oggi si ricercano i fratelli Elfi Sidhe che si sono perduti durante l'esodo dall'isola Neidhorag.

 

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